A differenza di ciò che avviene con i mutui con tasso fisso, nel caso dei mutui a tasso variabile il tasso di interesse si modifica in relazione ai trend dei mercati. Nel suddetto caso particolare il tasso di interesse applicato dalla banca deriva da 2 parametri di riferimento: l'Euribor e lo spread applicato dall'istituto finanziario. L'Euribor è una misura indicativa del costo del denaro per la banca; si tratta di un valore determinato dal mercato e che non può quindi essere soggetto a modifiche da parte della banca o del mutuatario. Lo spread subisce il controllo diretto dell'istituto mutuante ed è assimilabile al suo guadagno. In generale si può osservare come al crescere della durata del mutuo cresca, allo stesso modo, lo spread applicato dall'istituto creditizio, sebbene questa non debba essere vista come una regola valida in ogni singolo caso. Si mostra di seguito un possibile scenario: con l'Euribor del 2, 56% ed uno spread equivalente a 1, 35% si avrà un tasso finale che corrisponde alla somma dei suddetti parametri, ovvero a 3, 91%. Una crescita dell'Euribor genererà un superiore tasso di interesse finale: nel caso in cui di lì a un anno il parametro Euribor corrispondesse 2, 73%, il tasso complessivo da pagare alla banca sarebbe equivalente a 4, 08% (2, 73% + 1, 35%).