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I mutui a tasso fisso possono essere considerati la forma di mutuo più semplice; in questa situazione, la percentuale d'interesse da corrispondere all'istituto creditizio si mantiene costante per l'intero periodo concordato e su di questa non incide l'andamento dei mercati finanziari. Al fine di calcolare questo genere di mutui occorre conoscere 2 parametri, ovvero il tasso IRS (tasso di mercato adottato per i mutui a tasso fisso) ed uno "spread" praticato dalla banca. Per sapere quale sarà il valore del tasso finale che andrà corrisposto alla banca occorre conoscere il valore del tasso IRS (che viene reso noto ogni giorno da tutti i giornali e dai periodici finanziari) rapportandolo alla durata del mutuo scelto, e addizionare a questo il valore lo "spread" applicato dalla banca qualora si sia interessati ad un mutuo ipotecario della durata di 20 anni, ipotizzando che il tasso IRS a 20 anni equivalga a 4, 30%, e lo spread ammonti a 1, 39%, il tasso finale da pagare equivarrà alla somma di ambedue i parametri: 4, 30% + 1, 39% = 5, 69%. La scelta di un mutuo a tasso fisso comporta un evidente beneficio: il mutuatario può conoscere fin da subito quanto dovrà corrispondere per ogni rata e può così pianificare in maniera ottimale le proprie spese future, dato che in un mutuo a tasso fisso (al contrario dei mutui a tasso variabile) la banca non modificherà la rata del mutuo anche se i tassi d'interesse dovessero cambiare in modo significativo nel tempo.